Anno 1992. Decisi quell’estate mentre frequentavo un corso di teatro presso la scuola del teatro Akroama in Sardegna di iscrivermi alle selezioni per l’Accademia D’Arte Drammatica “Silvio D’Amico”. Mia madre mi disse “Va bene, se non passi metti via l’dea di fare l’attore, ma se ce la fai ti sosterrò” e così fu. Ero uno studente non particolarmente brillante del corso di giurisprudenza all’università di Cagliari e con un gruppo di cinque altri allievi del corso di teatro partimmo per affrontare il “provino della vita”. Passai la prima selezione al primo colpo, lasciando a casa tutti gli altri. Passai anche le altre due selezioni e a gennaio del 1993 entrai ufficialmente in Accademia.

Nel percorso di studi guidato dal Maestro Lorenzo Salveti incontrai molti insegnanti e pochi veri maestri (tra cui Lorenzo). Ebbi l’onore di apprendere da maestri come Ken Rea e Alan Woodhouse (Educazione della voce), Wendy Alnutt (Improvvisazione), della Guilldhall School of London  e da Nicholay Karpov ( biomeccanica) del Teatro di Mosca, molte delle tecniche che ancora fanno parte del mio bagaglio. Furono anni intensi quelli accademici dentro e fuori dalla scuola. Ogni sera ero nei teatri a vedere i più grandi attori; Vittorio Gasmann, Carmelo Bene,  Gabriele Lavia, Mariangela Melato, Glaudo Mauri, Mario Scaccia, Eros Pagni, Gigi Angelillo, Massimo Popolizio da cui apprendevo tantissimo.

Subito dopo il diploma accademico che avvenne con lo spettacolo “Rappresentazione Sacra di Santa Uliva” diretta da Lorenzo Salveti entrai subito nella compagnia del Teatro Vascello diretta dal regista Giancarlo Nanni e Manuela Kustermann dove vi lavorai per tanti anni in spettacoli come “As you like it” o “A come Alice” fino a che non incontrai Paolo Poli per un provino per la sua nuova produzione “Caterina De Medici”. Fui il primo che vide e nei giorni successivi vide altri attori ma nel confermarmi mi disse “Sei il primo gallo che hai cantato…” e così venni preso per interpretare Maria Stuarda, Carlo IX  e il Duca D’Angiò per un tournee di due anni su e giù per l’Italia per sei mesi all’anno.

Nel frattempo mi avvicinai anche al mondo del cinema.

Il mio primo film fu “Il sindaco” prodotto dalla casa produzione degli Avati. Il film aveva come protagonisti  Raul Bova, MariaGrazia Cucinotta e Anthony Quinn con cui avevo una scena. Vi racconto come andò. Dovevo essere un pescatore colto in flagrante a pescare dentro la proprietà del “sindaco”, inseguito da pericolosi cani sarei dovuto essere graziato dal “Sindaco”. Ma per un disguido a me ancora non chiaro i cani non arrivarono sul set così in dieci minuti decisero che sarei dovuto essere un cacciatore! Allora procurarono un fagiano (surgelato e da scongelare con il phon prima delle riprese) e, come conseguenza, modificarono totalmente il testo della scena, che era in inglese. Il risultato l’anno visto in pochi dato che il film rimase nelle sale solo qualche giorno. Qualche anno dopo con divertimento andai al provino per “Monella” diretto da Tinto Brass. Quando ero più giovane vidi “Paprika” ancora non sapevo avrei fatto l’attore ma lo desideravo e un mio caro amico mi disse “Magari lavorerai con Tinto!”. E così è stato. Monella fu il film italiano più venduto all’estero quell’anno, ben 23 paesi. Purtroppo per le versioni estere il mio personaggio fu doppiato e chi ci guadagnò veramente fu il mio doppiatore, che incontrato per caso sul Gianicolo a Roma mi riconobbe e mi ringraziò perché grazie a me e ai diritti sul film si era potuto comprare casa. Dopo “Monella” partecipai anche al film successivo di Tinto Brass: “Trasgredire”, un film sul tradimento. Fu profetico in quanto quando mi propose un suo terzo film l’anno successivo a causa di alcune date di giornate di lavoro che si sovrapponevano scelsi di “tradire” Tinto e di lavorare nel film tratto dai fumetti di Andrea Pazienza, diretto da Renato De Maria, “Paz! – il film” per il ruolo di Infante.

Siamo ormai nel 2000 e arrivò il mio primo ruolo da protagonista in teatro con il ruolo di Evita in “Eva Peron” di Copì, diretto dal mio maestro Lorenzo Salveti accomunati dalla stessa passione per Madonna e la sua interpretazione nell’omonimo film di qualche anno prima. Lo spettacolo, interpretato da soli uomini nudi o in guepiere, fu un successo ma quel tipo di provocazione ormai non aveva più la stessa forza che poteva avere negli anni 70 e rimase solo una bella occasione.

“Paz! – Il film” mi avvicinò per un poco alle fiction di cui annovero qualche piccolo ruolo in “Casa famiglia 2” e “La squadra”, come protagonista di puntata.  Ne “La squadra” interpretai un diciottenne, benché avessi già trent’anni con al mio fianco attori diciottenni veri. Il miglior commento fu “Sembri un deficiente”. Per fortuna la fiction mi portò miglior fortuna nella mini serie “C’era una volta la città dei matti” per la Rai quasi dieci anni dopo.

Dal 2001 la situazione lavorativa sembrava a una svolta, purtroppo non positiva. Venni preso per la nota serie tv “Carabinieri” come protagonista, dovevo solo firmare il contratto, già fissata anche la prova costumi, quando la mia agente mi telefonò per informarmi che ero stato sostituito. Era arrivata una forte raccomandazione. Così non se ne fece niente e neppure l’anno successivo quando venni richiamato per la stessa serie per un ruolo da protagonista di puntata, un atto riparatore diciamo ma chi si rivelò una presa in giro. La produzione giustificò dicendo che avevano cancellato il personaggio. Così maturò in me la voglia di lasciare Roma e migrare al nord. Approfittando della mia situazione sentimentale mi trasferii a Padova e cominciai un nuovo capitolo della mia vita professionale.

Nel 2004 due lavori con la compagnia degli Incamminati guidata da Claudio Longhi “La peste” con Massimo Popolizio e Lino Guanciale e “Cos’è l’amore” scritto e interpretato da Franco Branciaroli. Successivamente sono entrato nella compagnia del Teatro dell’Elfo e sotto la direzione di Ferdinando Bruni e Elio De Capitani ho preso parte a “Il giardino dei ciliegi” di Anton Checov e “Morte accidentale di un anarchico” di Dario Fo. Vivere dentro la famiglia dell’Elfo è stata una delle mie esperienze più belle.

Contemporaneamente partecipai a un percorso di specializzazione in regia presso il Teatro Stabile del Vento, dove lavorai con registi come Sciaccaluga, Maccarinelli, Navello e Maurizio Scaparro (regista con cui lavorai nello spettacolo “America” di F. Kafka). Questo percorso mi diede la spinta per iniziare e scoprire un’altra mia passione (o talento): l’insegnamento.

Dal 2004 ho cominciato a insegnare presso scuole e associazioni del territorio patavino in qualità di docente di recitazione teatrale e cinematografica, dizione, lettura espressiva e public speaking.

Sempre in quegli anni, in concomitanza con i primi saggi scopro anche la regia teatrale e passo come si dice “dall’altra parte”. Comincio così ad affrontare da regista il teatro in modo diverso. Shakespeare, Brecht, Eschilo, Pinter, Moliere, Pirandello, Wilde, Ensler, Feydeau, Ionesco, Tardieau, Carrol, Orton e Burton da cui nasce l’omonimo musical “The Nightmare Before Christmas” distribuito dalla Dreaming Academy.

Dai corsi teatrali diversi allievi intraprendono il percorso professionale chi nel teatro, chi nel cinema come invece prendono vita diverse compagnie teatrali “Allegre officine”, “Camerini con vista” e il “Teatro delle Ortiche”. Con quest’ultima compagnia abbiamo lavorato anche a testi inediti come“Mamme 3,0” che ha avuto un gradito riconoscimento con un premio dalla giuria dal Teatro Lo Spazio di Roma.

Nella città di Padova continuo comunque il lavoro di attore in spettacoli come “Il sogno di un uomo ridicolo” e “L’imballatore di carta vecchia” monologhi diretti da Antonello Pagotto. Partecipa anche a una produzione del Teatro Linutile di Padova diretto da Eros Macchi ne “Un mandarino per Teo”.

Nel 2018 dopo anni di servizio presso altre strutture, come attore, regista e docente scritturato decido che è arrivato il momento di far nascere “Recitando – Vittorio Attene acting studio”. Una scuola che sia rivolta a quanti vogliono riconoscersi in un polo culturale e formativo sulle arti del teatro e del cinema.