Improvvisazione Teatrale 

LUNEDI’ 19.00 – 21.00
INIZIO 02 MAR ’20 – ISCRIZIONI APERTE

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Pierdomenico Simone vi accompagnerà in questo laboratorio per i prossimi tre mesi. Molisano di nascita, dopo gli studi in conservatorio si trasferisce a Padova per frequentare l’università.

Diplomato attore presso la scuola del Teatro Stabile del Veneto, intraprende un percorso di formazione e approfondimento sulla commedia (Michele Modesto Casarin, Eleonora Fuser, N. Wolcz, M. Monetta, M. Proulx, J. Skubaczkowski ) e sul Teatro fisico – acrobatico (Giulia Staccioli, Marco Zanotti, Maria Agatiello, Alberta Palmisano).

La sua passione nasce dal bisogno di “occupare” il proprio spazio fisico nel modo più naturale e spontaneo possibile. Questa spinta lo ha portato a sperimentare e integrare diverse tecniche di recitazione, improvvisazione e espressività corporea. Alcune di esse sono ora parte integrante di questo straordinario laboratorio che pone il corpo è le sue unicità espressive al centro della scena.

Le sue collaborazioni spaziano tra diverse realtà del territorio nazionale e internazionale (Teatro Stabile del Veneto; La Fura dels Baus; Kataklò) in spettacoli di prosa e di commedia.

Questo laboratorio è rivolto a tutti e suddiviso in tre moduli trimestrali separati. Anche se interconnessi, i programmi dei tre moduli sono comunque progettati per essere frequentati singolarmente.

Le diverse forme di improvvisazione sono parte integrante del laboratorio, che ha come centro la necessità di un approccio al testo partendo dai soggetti per creare, attraverso azioni e situazioni, i fuochi della scena! Del resto improvvisare è qualcosa che può diventare molto vago, quando non si sa bene quel che si sta facendo o si ha intenzione di fare…e allora, perché non provare a scoprire “una situazione nuova, che non si è vissuta” per essere credibili ed efficaci nell’interpretazione?

Modulo 1. Improvvisare sul mondo animale: educarsi all’istinto. Il Movimento della scena è prima di tutto movimento fisico: nella vita di tutti i giorni, improvvisiamo continuamente col corpo, adattandolo alle situazioni che ci circondano e che influenzano il nostro stato d’animo.  Cercare di ottenere un risultato significa “passare attraverso qualcosa”.

Modulo 2. Le azioni fisiche. Si può paragonare il metodo delle azioni fisiche al lavoro di un pittore: quando questi inizia un ritratto, non dipinge tutto subito, ma traccia anzitutto una veduta d’insieme del viso per comprenderne la caratteristica fondamentale, il contorno generale, poi affronta i dettagli. In altre parole cerca col proprio corpo di partire da azioni fisiche semplici e immediate per penetrare tutte le pieghe di una scena.

Modulo 3. Quando? Dove?  Ricerca della scena. Partendo dalla scena proveremo ad applicare il lavoro delle azioni e degli animali per scoprire nuovi fuochi e nuove direzioni di una scena. “non si insegna ciò che si sa. Non si insegna ciò che si vuole. Si insegna ciò che si è” Jean Jaurés.

Vi aspetto.
Pierdomenico

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